Bella vecchio teatro

PROSSIMO SPETTACOLO

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L'operetta viene comunemente definita "uno spettacolo teatrale costituito da un alternarsi di parti recitate, di parti cantate e di parti danzate".

Nei secoli XVII e XVIII il termine "operetta" veniva generalmente attribuito a spettacoli brevi e di minore pretesa rispetto all'opera. In seguito però ebbe modo di valorizzarsi fino ad essere considerata nell'Ottocento un vero e proprio spettacolo a sé e non più una "piccola opera".

L'operetta, pur essendo figlia dell'opéra comique francese e presentando confini non sempre facilmente definibili con quest'ultima, come pure con certi generi teatrali affini (dalla farsa con canto al musical), ed anche in ragion del fatto che viene spesso contraddistinta con designazioni ambigue sul piano della caratterizzazione, nonostante tutto, ha una fisionomia sua propria che la differenzia da altre forme teatrali simili od affini.

Com’è strutturata l’Operetta?

L'operetta è di natura rappresentativa, come il teatro in generale. Il compositore ha quindi la possibilità di "raccontare" proprio come il narratore, avvalendosi di un mezzo estremamente significativo: la musica.

La musica condiziona la struttura dell'operetta, dà indizi, si sostituisce al parlato, commenta le azioni, avvolge ed aiuta a delineare i caratteri dei personaggi e della vicenda.
La musica si sovrappone all'atto verbale prodotto dai personaggi, esce dalla finzione del palcoscenico e porta con sé il messaggio del compositore.

Il compositore inoltre ha la possibilità di descrivere l'interiorità dei personaggi stessi, scoprendone l'intimo, il non dicibile.

Precisamente, per esprimere un'emozione nella psiche del personaggio spesso utilizza uno strumento solista, mentre per caratterizzare in generale il personaggio, ricorre ad un preciso brano musicale. Nella partitura sono presenti volentieri reminiscenze e leitmotiv. Le reminiscenze rappresentano degli episodi precedenti all'opera, e tendono a riproporsi ogni volta nel loro modello per esteso, senza cambiamenti notevoli. Viceversa, i leitmotiv simboleggiano persone o concetti astratti, apparendo ogni volta in forme diverse.
L'operetta si divide solitamente in tre atti.

Il primo atto presenta la vicenda ed introduce i personaggi, il secondo atto è la storia nel suo evolversi, con complicazioni ed imprevisti ed il terzo atto è la soluzione finale del racconto, talvolta di esito molto felice.

Gli attori principali sono quattro: il tenore, il soprano, la soubrette ed il buffo. A loro si affiancano talvolta due attori secondari. Tutti assieme si esprimono in terzetti, quartetti, quintetti, sparsi per tutti e tre gli atti. Singolarmente cantano una leggenda, un'aria o, in due, una canzone.

Ciascun attore può entrare in scena da solo, in coppia o accompagnato dal coro. Il coro è affidato alle masse, cioè il corpo di ballo.

Le ballate esprimono i sentimenti condivisi dalla maggioranza dei personaggi, compaiono principalmente negli ultimi due atti, e sempre dopo una lunga parte parlata, come commento o in funzione caratterizzante.

L'operetta ha avuto valida espressione in molti Paesi e, nata brillantemente in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, ha trovato nell'operetta viennese le manifestazioni fra le più ammirate e popolari.

Ancora oggi, anche se travolta dal musical, gode di molto favore e larghissima popolarità. In molti Paesi c'è un crescente "ritorno", viene rappresentata con entusiasmo in Austria, Ungheria, Germania, Francia, Italia, Spagna, ecc.
Il mondo favolistico dell'Operetta ha sempre attirato ogni sorta di pubblico, desideroso di svagarsi e di evadere dalla realtà quotidiana e cimentarsi non solo con le sublimi vette della musica "seria" ma anche con quella del "divertimento",

in chiave allegra, comica e sentimentale, talvolta soffusa da una tenue malinconia.